COME SCEGLIERE LA LUNGHEZZA DELLA PEDIVELLA?

La lunghezza della pedivella è spesso sottovalutata da chi acquista una nuova bicicletta, trascurando così un elemento determinante per il buon rendimento del sistema uomo-bicicletta.
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L’incapacità di percepire nel breve termine i vantaggi o gli svantaggi di una pedivella più o meno lunga, fanno erroneamente credere che la scelta di questo componente possa essere sommaria.
Se controlliamo i numeri che derivano da scelte differenti si può comprendere immediatamente quanto invece sia importante una adeguata lunghezza della pedivella.
Per prima cosa è bene ricordare che la scelta della lunghezza della pedivella è influenzata da diversi fattori: antropometrici, fisiologici, e di situazione.
 

I 3 fattori

Quali siano i fattori antropometrici è facile da comprendere, si riferisce alla lunghezza dei segmenti che compongono l’arto inferiore: coscia, gamba e piede. Quest’ultimo, spesso sottovalutato, è l’elemento che percentualmente influenza maggiormente la lunghezza della pedivella.
Due soggetti che presentano lunghezze degli arti simili, ma con lunghezza del piede molto differente, possono adottare pedivelle di lunghezza diversa.
Questo è dovuto prevalentemente al fatto che il piede, modificando la sua inclinazione, può allungare o accorciare il sistema “arto inferiore” di molti millimetri, modificando di conseguenza la dinamica di tutte le componenti ed in particolare del ginocchio.

I fattori fisiologici riguardano prevalentemente l’attitudine contrattile dei propri distretti muscolari e di conseguenza la capacità di sviluppare la performance migliore a differenti ritmi di pedalata. È ovvio che una pedivella di una taglia più corta favorisce un ritmo di pedalata più alto rispetto ad una pedivella di una taglia più lunga.

fattori così detti di situazione si riferiscono alla tipologia di prestazione richiesta. Ad esempio in una gara in circuito dove sono presenti molti giri di boa a 180°, è evidente che diventa necessario rallentare e rilanciare la bicicletta in tempi brevi. In questi casi una pedivella di una taglia inferiore facilita il ripristino della velocità.

 

La posizione della sella

Esistono alcune competizioni dove è necessario adottare pedivelle molto corte per esigenze pratiche, come ad esempio nelle bici a scatto fisso, dove i pedali sono obbligati a ruotare anche in curva. Una pedivella più corta facilita l’esecuzione della curva “in piega” evitando di toccare terra con il pedale.
Tralasciando per un attimo tutte queste considerazioni “accessorie”, possiamo passare alla scelta della lunghezza della pedivella, basandosi solo sulla condizione antropometrica.
Tale scelta dovrebbe tenere conto prevalentemente dell’arco di cerchio che il “centro del ginocchio” disegna durante una intera rivoluzione.
Più manteniamo questo arco “verticalizzato” rispetto alla verticale del pedale con la pedivella a 90°, maggiore sarà l’efficienza di spinta sul pedale.
Ovviamente tutto ciò non dipende solo dalla lunghezza della pedivella: l’ampiezza e l’orientamento dell’arco di cerchio disegnato dal ginocchio è fortemente influenzato anche dalla posizione della sella in termini di altezza e arretramento.

Ricordate sempre che la pedalata è un moto circolare pertanto ha come unico riferimento il centro di rotazione, pertanto pedivelle più lunghe o più corte non influenzano la distanza tra sella e movimento centrale.
Modificare la distanza tra sella e movimento centrale al variare della lunghezza della pedivella può modificare pesantemente l’ampiezza e l’orientamento dell’arco di cerchio disegnato dal ginocchio.

 
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